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SS. Giovanni e Teresa all’Arco Mirelli

il monastero dei SS. Giovanni e Teresa all’Arco Mirelli (NA)

Arco Mirelli: dove la memoria di Teresa prese dimora

Il Carmelo di Arco Mirelli sorse per iniziativa delle Monache di San Giuseppe a Pontecorvo, che acquistarono per 12.000 ducati una proprietà appartenuta al Regio Consigliere don Carlo Gaeta. Il nuovo monastero fu dedicato ai Santi Giovanni e Teresa. Alla sua costruzione contribuì in modo determinante Maria Amalia di Sassonia, consorte di Carlo III.

Il 3 marzo 1747 il re Carlo III ottenne da papa Benedetto XIV un Breve che poneva il nuovo Carmelo di Napoli sotto la diretta dipendenza del Definitorio Generale. La prima priora fu Madre Giovanna Teresa dello Spirito Santo, che nel marzo dello stesso anno lasciò il monastero di San Giuseppe per dare inizio alla vita regolare della nuova comunità. Nata a Valenza il 23 giugno 1701 dalla nobile famiglia Micò e Vega, era donna d’ingegno e di grande generosità: fu la vera pietra angolare della fondazione. Morì il 10 gennaio 1763.

Con lei giunsero altre due fondatrici, anch’esse provenienti dal monastero di San Giuseppe e note per la loro virtù:

  • Suor Maria Luisa di San Giuseppe (1715-1783), napoletana, figlia del marchese Ludovico Paternò;

  • Suor Maria Elena di Santa Teresa, nata a Napoli dalla famiglia Vernazza dei principi Palmericci, morta il 29 aprile 1800 dopo aver sopportato con santità indicibili sofferenze.

Nel monastero di Arco Mirelli si conservano con grande venerazione due frammenti di lettere autografe di Santa Teresa di Gesù e una di San Giovanni della Croce. Sono inoltre custoditi un piccolo crocifisso e un bastone portati dalle ultime religiose di San Giuseppe a Pontecorvo quando, nel 1619, lasciarono la loro casa. A questi oggetti è allegato un attestato d’archivio che ricorda la fondazione del monastero di San Giuseppe nel 1607 da parte delle Carmelitane Scalze, guidate dalla Madre Maddalena di Gesù Maria e da quattro monache provenienti da Genova. Il documento riferisce che il bastone appartenne a Santa Teresa, che lo donò al Padre Ferdinando di Santa Maria, uno dei religiosi venuti dalla Spagna per fondare l’Ordine in Italia, e che questi lo consegnò alla Madre Maddalena, fondatrice e priora del convento.

Il 15 settembre 1849, durante i moti rivoluzionari di Roma, papa Pio IX – costretto a rifugiarsi a Napoli – volle visitare la comunità di Arco Mirelli. Si dichiarò lieto di avervi trovato umiltà, povertà e osservanza, e concesse alle religiose un’indulgenza plenaria da lucrare dopo la prima confessione, e un’altra indulgenza plenaria mensile mediante una visita alla statua della Madonna posta nel coro superiore.

La chiesa del monastero, costruita in sostituzione della cappella provvisoria usata dalle prime monache e dedicata ai Santi Giuseppe e Teresa, fu dichiarata di Regio Padronato delle famiglie Borbone e Sassonia e aperta al culto nel 1757. È attribuita all’architetto Carasale. Pur non essendo un edificio a pianta centrale pura, a causa dello sviluppo absidale, si distingue per la luminosa cupola, la sobrietà degli stucchi e la semplicità delle linee, che le conferiscono un aspetto dignitoso ed elegante.

Il quadro dell’altare maggiore, raffigurante la Vergine del Carmelo, fu distrutto durante un bombardamento della seconda guerra mondiale e sostituito con una nuova pregevole tela. Gli altri due dipinti laterali – il Calvario e la Sacra Famiglia con San Giovanni, Sant’Anna e San Gioacchino – sono opere di Giuseppe Bonito (1707-1787), uno dei più importanti pittori del suo tempo.

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