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S. Maria Madre della Chiesa

il convento

L'Acqua del Sogno: dove la fede si fa sorgente

La storia del Santuario di Jaddico non inizia con un progetto architettonico, ma con il sogno di un uomo comune, un vigile urbano di Brindisi di nome Teodoro D’Amici.

Il Sogno e il Muro Dimenticato
Nella notte tra l’11 e il 12 agosto 1962, Teodoro sognò una donna che, con voce dolce ma ferma, gli chiese di recarsi in una zona periferica chiamata Jaddico per portarle ceri e fiori. Nonostante l’iniziale scetticismo, il sogno si ripeté per tre notti consecutive, spingendolo a cercare quel luogo sperduto tra i campi.
Lì, tra le sterpaglie, trovò i resti di un antico muro, unico superstite di una chiesa medievale appartenuta probabilmente ai Canonici del Santo Sepolcro. Sul muro resisteva un affresco rovinato dal tempo: la Madonna con il Bambino che stringe un gallo (da cui il nome Gallico, poi diventato Jaddico in dialetto).
 
Le Manifestazioni Luminose
Il 20 agosto 1962, mentre Teodoro si trovava davanti al muro con sua moglie, accadde l’inspiegabile: il muro si illuminò improvvisamente di una luce intensa e dorata, diventando quasi trasparente. Questa fu solo la prima di 13 manifestazioni luminose che attirarono col tempo migliaia di fedeli e curiosi. In una delle comunicazioni interiori, la Vergine confidò a Teodoro di “aver freddo”, un desiderio simbolico di protezione che l’uomo interpretò come la richiesta di costruire una chiesa per coprire quel muro nudo.
 
 
La Nascita del Santuario
Con una rapidità sorprendente per l’epoca, la chiesa fu edificata tra il 1963 e il 1965, inglobando l’antico muro al suo interno. Fu consacrata l’8 dicembre 1965, proprio il giorno della chiusura del Concilio Vaticano II. Per questo legame storico, il vescovo Mons. Margiotta decise di intitolarla a Santa Maria Madre della Chiesa, rendendolo il primo santuario al mondo dedicato a questo titolo mariano.
 
Dal 1986, la custodia del luogo è affidata ai Padri Carmelitani Scalzi, che mantengono viva la tradizione della chiesa sempre aperta, 24 ore su 24, proprio come una “mamma che aspetta in strada” i suoi figli a ogni ora della notte.

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