Convento della |
S.S. Annunziata
il convento
Un viaggio attraverso storia, missione e visione
Nel 1319, regnando Roberto d’Angiò, l’università di Maddaloni eresse la Chiesa dell’Annunziata, alla quale nel 1331 il vescovo Benvenuto voleva aggiungere un ospedale per i pellegrini ed un monastero di Vergini. Da principio la Chiesa era servita da secolari, ma nel 1499 il conte Gianantonio-Carafa la fece cedere al Padri Domenicani di Lombardia, come é chiaramente dimostrato dall’analoga bolla di Papa Alessandro VI, per cui essi rimasero alla direzione della Chiesa tre secoli e più, sino all’abolizione del convento. Nel 1605 il Duca Marzio I, restaurò il Tempio.
Tuttora si ammira la bellissima soffitta, opera pregevolissima del fiorentino Giovanni Balducci, discepolo del Naldini, protetto da Alessandro dei Medici,che fu poi Papa Leone XI. Detta soffitta che ha un fare Michelangiolesco, ha un colorito bellissimo che risalta benissimo alla distanza di oltre tre secoli. Essa contiene sette grandi quadri in lunghezza raffiguranti il primo, dall’altare, Geremia, il secondo la nascita della Vergine, il terzo Isaia, segue nel centro, davvero imponenete, la coronazione di Maria in Cielo, Davide, la vestizione della Vergine ed in ultimo Salamone. Nella cappella di riscontro si rileva un bellissimo quadro della Vergine del Rosario, circondato di misteri, a fianco trovasi S.Domenico e S.Rosa da Lima, con a piedi il Pontefice S.S.Pio V, nell’atto d’inginocchiarsi; a sinistra é il popolo che recita il Rosario. In questa cappella celebrò Benedetto XIII, come vedremo in seguito, circa la sua venuta a Maddaloni. Fra i tanti lavori in pittura e in marmo, vi è un bassorilievo a grandezza naturale, rappresentante la Madonna delle Grazie, pregevole opera che rimonta al 1537.
La venuta di Benedetto XIII
Oltre al coro d’ingente valore artistico é l’organo maestoso ricco di arte e di oro. Questo tesoro di arte,fu valutato non é guari,dal Sopraindente delle Antichità, comm. prof. Chierici, per oltre 15 milioni, e il Tempio fu dichiarato Monumento Nazionale.
Questa monumentale basilica di rilevante valore artistico, fu visitata nel marzo 1727 da S.S.Benedetto XIII di casa Orsini, napoletano, venuto a Maddaloni in forma pubblica. Lo precedeva il SS. Sacramento portato da un prelato a cavallo, fiancheggiato da due altri con lampade accese e seguito da altre carrozze e lettighe con cardinali, prelati e signori romani ed un lungo seguito di cavalieri.
Papa Benedetto XIII si recò al monastero dei Domenicani, di sua religione, nel cui chiostro si trattenne col Duca di Maddaloni,Marzio Domenico IV e poi si ritirò nelle sue stanze.
L’Imperatore Carlo VI, che in quel tempo era a capo del reame aveva ordinato che il Pontefice fosse servito di ogni cosa, ma il Papa nulla volle per sé, essendo uomo frugalissimo e, non mangiando che legumi, si contentò di piccoli pesci preparati dal suo laico.
Il dopo pranzo giunsero i cavalieri rappresentanti la città di Napoli, con numerosa compagnia a fare atto di omaggio e furono benignamente e con benedizioni accolti. Il giorno dopo, il Papa scese in Chiesa a celebrare sull’altare della SS. Vergine dei Rosario, ove lasciò tesori d’indulgenza, presenti non solo i cavalieri della città di Napoli, ma molta nobiltà venuta anche da lontano. Nelle ore pomeridiane, fattosi sul verone che dà sulla piazza, benedisse più volte il popolo numerosissimo, accorso anche dai dintorni.
Nella mattinata del terzo giorno il Pontefice prese la via di Benevento, sua primaria sede Arcivescovile, seguito dalla popolazione per molte miglia che si affollava lungo la strada dei campi, abbattendo come una marea, siepi e barriere, per avere la benedizione. Benedetto XIII ritornò in incognito ancora una volta a Maddaloni, fermandosi per un solo giorno.
(da: L.BRIGANTI,Memorie storiche maddalonesi,Maddaloni 1928)
Itinerario d’Arte tra Medioevo e Settecento
Esternamente l’ingresso è preceduto da un porticato e la chiesa si presenta con 2 facciate disposte a 90 gradi una dall’altra: la prima rivolta a sud, verso piazza Matteotti e la seconda rivolta ad est su piazza Umberto I. In questo punto della città vi sono 3 piazze tra loro collegate: oltre alle 2 citate anche la piazza De Sivo, dove svetta la facciata del Duomo. E’ incredibile come in questo angolo della città vi siano ben 4 chiese che si fronteggiano (senza considerare la chiesa di Sant’Aniello, che sta dietro il Duomo): da un lato la chiesa delle SS.Annunziata affiancata dalla chiesa di S.Maria del Soccorso, dall’altro lato il Duomo (la basilica minore del Corpus Domini) con una piccola chiesetta attaccata dal lato del campanile.
L’interno si presenta ad unica navata (3 cappelle per lato) con transetto e cupola nella crociera. Appena entrati si resta colpiti subito dal pregevole soffitto seicentesco a cassettoni, in legno intagliato con dipinti eseguiti da Giovanni Balducci, i cui colori risaltano rispetto al candore delle pareti della navata.
Una volta ammirato il soffitto bisogna dirigersi verso il presbiterio dove sono gli elementi più notevoli della chiesa (non senza prima rivolgere lo sguardo indietro alla controfacciata, dove è una bella cantoria con sovrastante organo di fine ‘500).
Nel presbiterio si apprezzerà sicuramente il ricco altare maggiore in marmi policromi e statue di putti; dietro il grande coro ligneo intagliato e sopra quest’ultimo il dipinto dell’annunciazione del De Matteis; tanti stucchi poi a decorare la volta.
Belle entrambe le cappelle del transetto, in particolare quella di sinistra, detta cappella Carafa o cappella Ducale.
Nella cappella di dx sopra l’altare in marmi policromi campeggia la grande tela del Balducci della Madonna del Rosario; 2 tele settecentesche sono poi poste nei muri laterali della cappella.
vieni a trovarci:
- Convento Padri Carmelitani SS. Annunziata
- Via Piazza Umberto I, 1, 81024 Maddaloni CE
- +39 0823 434030



