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Santa
Teresa del Bambin Gesù di Lisieux

1873 – 1897

Festa: 1 ottobre

La bambina che offrì rose a Dio

Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, nota anche come Santa Teresina o Teresa di Lisieux, è una delle figure più amate della Chiesa cattolica per la sua dottrina della “piccola via”

Thérèse Françoise Marie Martin nasce ad Alençon il 2 gennaio 1873 da Louis Martin e Zélie Guérin, commercianti in oreficeria, orologeria e nel celebre “punto d’Alençon”. Teresa li ricorderà come “degni più del cielo che della terra”. Ultima di otto figli, tre dei quali morti in tenera età, perde la madre a quattro anni e mezzo. Le sorelle maggiori, Marie e Pauline, si prendono cura di lei, ma quando entrambe entrano nel Carmelo di Lisieux Teresa rivive il dolore dell’abbandono. A sostenerla resta l’affetto tenerissimo del padre, che la chiama “piccola Regina di Francia e di Navarra” e “l’orfanella della Beresina”.

Nonostante la fragilità e la giovane età, Teresa sente presto una chiamata profonda alla vita religiosa. A soli quindici anni ottiene da papa Leone XIII un permesso speciale per entrare nel Carmelo di Lisieux, dopo averlo supplicato personalmente durante un pellegrinaggio a Roma. Il suo desiderio è “salvare le anime” e “pregare in aiuto dei sacerdoti”. Alla professione prende il nome di suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Su invito della superiora inizia a scrivere un diario spirituale, che diventerà la celebre Storia di un’anima, pubblicata poco dopo la sua morte e destinata a un impatto straordinario nel mondo cattolico. Nel 1895 annota: “Il 9 giugno, festa della Santissima Trinità, ho ricevuto la grazia di capire più che mai quanto Gesù desideri essere amato”.

In una Francia segnata dal positivismo, dalle nuove invenzioni e da un crescente clima anticlericale, Teresa elabora una spiritualità sorprendentemente nuova: la “piccola via”, o infanzia spirituale. Non grandi imprese, ma piccoli gesti quotidiani vissuti per amore diventano il cammino verso la santità. “Gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici”, scrive, convinta che la santità sia accessibile a tutti.

Dietro la delicatezza delle immagini si nasconde un percorso duro: incomprensioni, sofferenze, malattia. Negli ultimi due anni vive una profonda “notte della fede”, un’esperienza di aridità spirituale che la rende sorella dei peccatori, dei lontani, degli atei e dei disperati. Offre tutto “per i bisogni della Chiesa”, desiderosa di “gettare rose su tutti, giusti e peccatori”.

Teresa muore di tubercolosi il 30 settembre 1897, tra le 19:20 e le 19:30, a soli 24 anni.

Le testimonianze raccontano che, negli ultimi istanti, Teresa guardò il crocifisso e disse:
Oh! Lo amo… Dio mio, ti amo!

Poi spirò serenamente, come se entrasse nel riposo che aveva tanto desiderato.

La sua fama di santità si diffonde rapidamente: la devozione a Teresa cresce in tutto il mondo, e la Basilica di Lisieux diventerà il secondo luogo di pellegrinaggio più visitato di Francia dopo Lourdes.

Nel 1923 Pio XI la beatifica, definendola “la stella del suo pontificato”, e nel 1925 la canonizza. Nel 1927 viene proclamata patrona dei missionari, e nel 1944, insieme a Giovanna d’Arco, patrona secondaria di Francia. Il 19 ottobre 1997, nel centenario della sua morte, Giovanni Paolo II la proclama Dottore della Chiesa, la terza donna dopo Caterina da Siena e Teresa d’Ávila. La sua dottrina spirituale, semplice e radicale, continua a ispirare milioni di credenti.

La promessa che ha reso la sua devozione universale:

“Voglio passare il mio cielo a fare del bene sulla terra.”