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Categoria: Conventi
Pubblicato: Lunedì, 08 Dicembre 2014
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Cenni storici della chiesa dell'Annunziata e la venuta di Benedetto XIII

Chiesa SS. AnnunziataNel 1319, regnando Roberto d'Angiò, l'università di Maddaloni eresse la Chiesa dell'Annunziata, alla quale nel 1331 il vescovo Benvenuto voleva aggiungere un ospedale per i pellegrini ed un monastero di Vergini. Da principio la Chiesa era servita da secolari, ma nel 1499 il conte Gianantonio-Carafa la fece cedere al Padri Domenicani di Lombardia, come é chiaramente dimostrato dall'analoga bolla di Papa Alessandro VI, per cui essi rimasero alla direzione della Chiesa tre secoli e più, sino all'abolizione del convento. Nel 1605 il Duca Marzio I, restaurò il Tempio.

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Categoria: Conventi
Pubblicato: Martedì, 02 Dicembre 2014
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CONVENTO DI MONTECHIARO

MontechiaroMontechiaro, piccola frazione Di Vico Equense è situato su un amenissimo colle che divide la valle di Vico dal Piano Di Sorrento. Sul punto più avanzato del promontorio sorge a cavaliere la chiesa dedicata alla Vergine Delle Grazie volgarmente detta Cappella del Monte. La sua storia iniziata nel 1541 quando era una piccola Cappella dedicata alla Vergine. Ricostruita nella metà del 1600 fu dedicata alla SS. Vergine e a S.Romualdo probabilmente a motivo del vicino Eremo Camaldoloese di Arola.
Tra il 1870 ed il 1872 fu ampliata e abbellita in stile goticheggiante dai Conti Cosenza, divenendo patronato della Famiglia. La costruzione con cupola centrale si può ammirare da tutta la penisola, poiché spicca per il suo colore rosso pompeiano. L'interno semplice, per le sue linee architettoniche, è luminoso e raccolto. Nell'abside sopra l'altare maggiore, capeggia la dolce immagine di Maria che stringe al petto Gesù Bambino. Dal terrazzo antistante si può ammirare uno dei più suggestivi panorami del Golfo di Napoli con le sue isole e le sue bellezze, come il Vesuvio, Sorrento e dintorni. I fratelli De Curtis ispirati da tanta singolare bellezza, la immortalarono con la canzone "Torna a Surriento".
Della fondazione di un Convento a Montechiaro si iniziò a parlare nel 1963, essendo di dominio comune la questione di costruire un nuovo Collegio per Aspiranti alla vita religiosa carmelitana. I motivi sono stati analiticamente esposti in una relazione fatta dal P.Teresio, alla presenza d la Curia provincializia e di tutti i Superiori delle case e sono i seguenti: la precarietà della nostra permanenza a Dragonea, dovuta ad una presa di posizione, per una causa in realtà poco fondata, dei PP. Benedettini, di Cava dei Tirreni, padroni del convento; per incrementare le vocazioni da formare in un collegio corrispondente a tutti i criteri moderni; per attuare nello stesso tempo le disposizioni testamentarie della Sig.na Saponara circa l'utilizzo della casa di Nusco, laddove si prevedeva di portare i collegiali durate il periodo estivo e contemporaneamente, aprendola a campi scuola vocazionali.

Categoria: Conventi
Pubblicato: Martedì, 02 Dicembre 2014
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CONVENTO DI BARI

Il Convento di Bari (2 marzo 1630) fu il primo sorto dopo la erezione della Provincia religiosa. Fondato presso la Chiesa di S. Giovanni Battista nell'attuale Bari Vecchia, venne poi lasciato avendo optato i Padri per una sede più centrale, la cui Chiesa conserva tuttora col titolo di S. Teresa. Soppresso nel 1810, non venne più ripreso.

Nel 1930 ebbe inizio un'altra fondazione, col titolo della Vergine del Carmelo e di S. Teresa del Bambino Gesù, in via Napoli nella zona periferica della città sotto la immediata giurisdizione del Definitorio Generale, con lo scopo « di dare ai nostri missionari che sbarcano a Brindisi e spesso ripartono dallo stesso porto, una casa propria, e con la casa le comodità di espletare tutte le formalità necessarie prima di rimettersi in viaggio ».
Sulla prima pietra, benedetta nel 1935 dall'Arcivescovo Marcello Mimmi, poi Cardinale, fu incisa la seguente epigrafe: « A. D. MCMXXXV - Domus Missionum ad Orientales Gentes - Patrum Carmelitarum Excalceatorum ».
In quello stesso anno il Conventino e l'angusta chiesetta provvisoria, costruiti ex novo, erano affidati ai Padri della Provincia Veneta; ma, con decreto del Ven. Definitorio Generale del 25 ottobre 1938 passavano de jure e de facto alla diretta dipendenza della Provincia napoletana. I nostri religiosi portarono il fervore della vita teresiana e si dedicarono con zelo ad un'autentica opera di bonifica morale in una zona materialmente povera e spiritualmente assai arida. Nel 1940 il pio Arcivescovo vi costituì la Parrocchia, affidando ai Padri la cura di circa trentamila anime!
S'imponeva allora la costruzione di una nuova ampia chiesa e di locali efficienti per gli uffici parrocchiali. Molto si lavorò a tale scopo, fra innumerevoli difficoltà e per lungo tempo, prodigando le migliori energie. Finalmente il 18 aprile 1956, festa del Patrocinio di S. Giuseppe, con solennità e austerità di riti, si procedeva alla posa della prima pietra, benedetta dall'Arcivescovo Enrico Nicodemo, che nel discorso di occasione si compiaceva vivamente del bene operato dai Carmelitani Scalzi « in una parrocchia più vasta di alcune diocesi », ed aveva schiette parole di elogio per il dinamico Parroco, P. Egidio di S. Teresa.

Il 5 dicembre 1961 la Chiesa, dedicata alla Madonna del Carmelo e a S. Teresa di Gesù Bambino, era benedetta ed aperta al culto dallo stesso Arcivescovo. La costruzione, moderna, euritmica e maestosa, eseguita su progetto dell'architetto Enrico Del Debbio di Roma, si eleva su un'area di 2500 mq. ed ha una capienza di circa 2000 posti a sedere. Oggi è stata già arricchita di pregevoli lavori di cesello a sbalzo - quali il Crocefisso e il paliotto dell'altare maggiore, i pannelli della Via Crucis e le porticine dei cibori - opera di Arturo Martorelli, uno dei migliori artisti napoletani, allievo prediletto del grande scultore napoletano Vincenzo Gemito (cfr. « Il Mattino » 1 novembre 1959).

Categoria: Conventi
Pubblicato: Martedì, 02 Dicembre 2014
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IL PRIMO CARMELO FEMMINILE A BARI: MONASTERO DI SAN GIUSEPPE IN VIA DE ROSSI

MonasteroSanGiuseppe via de rossiFondato nel 1646 per l'interessamento e il munifico aiuto del Principe Benedetto D'Angelis, Barone di Bitetto e Carbonara, fu dedicato ai Santi Giuseppe e Teresa. Non era ancora ultimata la costruzione, quando le Carmelitane ne presero possesso, sobbarcandosi a non pochi sacrifici. « Sappiamo infatti dalle antiche memorie - si legge in un manoscritto di Sr. M. Rosa di Gesù Bambino conservato dalla fine dell'800 nell'Archivio del Monastero - che queste piissime religiose recitavano l'Ufficio Divino e facevano l'orazione mentale nel coro privo d'inginocchiatoi e di stalli, e con le finestre sfornite d'intelaiature e di vetri, cosicché erano costrette a sedersi ed appoggiarsi su grossi tufi ed. a godersi le correnti di aria gelata e la pioggia d'inverno o il sole nei mesi d'estate, perchè i lavori andavano molto per le lunghe, per mancanza di mezzi. Ma quelle religiose penitenti ricevevano tutto come dono di Dio e non se ne lamentavano. Solo col tempo e con le economie del monastero ogni cosa fu portata a compimento».

Fra le Religiose designate dal Preposito Generale P. Mattia di S. Francesco per questa nuova fondazione, spicca la figura della Superiora, la Ven. Madre Francesca Teresa di Gesù, al secolo Donna Giovanna De Morra, principessa napoletana, detta la « regola vivente » per l'esattezza ed il fervore della sua osservanza regolare. Già precedentemente era stata chia-mata dal Monastero di S. Giuseppe a Pontecorvo di Napoli a fondare quello di S. Teresa alle Quattro Fontane di Roma (1621) e quello di Lecce (1631) intitolato ai Santi Nicola e Teresa. Durante il viaggio da Roma a Lecce aveva sostato a Bari presso le Clarisse ed aveva predetto « che di lì a, non molti anni sarebbe tornata a Bari e che quivi sarebbero rimaste sepolte le sue ossa. Infatti il giorno 10 aprile 1646 la piissima Madre veniva ad effettuare la desiderata fondazione. L'umile religiosa, per evitare ricevimenti ed onori, quali vi erano stati a Lecce al suo arrivo, giunse a Bari di notte, accompagnata dalla Madre Suor Maria Maddalena della Croce in qualità di Sottopriora e dalla conversa Suor Agnese della Madre di Dio.
Morì all'età di 63 anni in uno slancio di divino amore, favorita da celesti visioni. Sembrava che nella sua cella vi fosse il paradiso, tanta era la luce che vi si spandeva. Le sue ultime parole alle Religiose furono: «Osservanza, mie figlie, se volete che lo Spo-so venga ad assidersi al vostro capezzale in morte, secondo la promessa da Lui fatta alla nostra S. Madre Teresa». (cfr. Biografia inedita della Fondatrice, scritta da Sr. M. Rosa di G. B. verso la fine dell'800. Archivio del monastero di Via De Rossi).
Molte furono le anime elette fiorite in questo monastero, e che si dedicarono, come riferiscono le memorie, « con eroico slancio all'osservanza della loro regola in assoluta povertà, in soave obbedienza, in umile semplicità». La semplicità era tale «che le grazie mistiche più eccezionali di cui il Signore le favoriva, sembravano loro cose assolutamente comuni a tutte e naturali...».
Tra le altre va ricordata Suor Anna Teresa di S. Benedetto per il miracolo da lei ottenuto ad intercessione di S. Giovanni della Croce e che giovò ad affrettare la canonizzazione del N. S. Padre .

In data 25 settembre 1705, la Sacra Congregazione dei Religiosi concesse di ricevere delle educande in ala separata del Monastero, ferme restanti le prescrizioni della clausura. Questa eccezionale facoltà, confermata da Clemente XI il 12 settembre 1710, permise di esplicare un fervido apostolato fino a quando non vennero a turbare e poi a stroncare ogni attività le inique leggi del 1810 e del 1866. Le Religiose, però, restarono in sede ancora diversi anni. Nel 1888, in seguito a decreto di espulsione del Ministro dei Culti Zanardelli, erano costrette a lasciare il Monastero.
Le piissime Carmelitane, fiduciose nella Provvidenza, si ritirarono presso le Suore Stimmatine a Modugno, (Bari), dove nel silenzio, nella preghiera e nella penitenza si prepararono a fondare un altro Carmelo a Bari.
Il 6 marzo 1889, dopo un brevissimo soggiorno nell'antico monastero, sì trasferirono in una sede provvisoria in Piazza del Gesù, dove cominciarono ad accogliere le prime postulanti. Le Religiose raggiunsero presto il numero di ventuno: troppe per una casa assai modesta, Si pensò allora ad una nuova costruzione, che fu realizzata in Via De Rossi ed inaugurata col titolo di S. Giuseppe il 14 agosto 1901.
La Comunità del monastero dei Santi Giuseppe e Teresa si estinse, per mancanza di vocazioni. L'ultima monaca professa e tre Sorelle converse senza voti, furono accolte in Via De Rossi nel 1926, quando il Comune s'impadronì dei locali che, già in rovina, furono poi del tutto demoliti.
Il Carmelo di Via De Rossi, invece, si distinse subito per rigogliosa vitalità. In un complesso edilizio imponente e funzionale, annesso al nuovo monastero e alla bella Chiesa, sorgeva l'educandato, dal quale doveva poi nascere il primo nucleo della G. Femminile di Azione Cattolica barese. Si rinnovava così la antica tradizione, che le Madri Fondatrici avevano già riaffermata fin dal 1893 nella casa di Piazza del Gesù non intenzionalmente, ma portate da circostanze ed eventi chiaramente indicativi dei piani della Provvidenza.


Restava, però, da risolvere una delicata questione giuridica: sotto quale aspetto il monastero poteva, considerarsi propriamente del secondo Ordine Carmelitano?
L'educandato richiedeva un'attività non certo consona con lo spirito e la vita del Carmelo, e imponeva dei limiti alla clausura. Per questi motivi, la nuova fondazione, con rescritto del 7 aprile 1902, era stata semplicemente riconosciuta come Casa religiosa di Carmelitane Scalze, «godendo per grazia dei privilegi spirituali dei Monasteri del secondo Ordine». Le Religiose, invece, e specialmente le Fondatrici, aspiravano a far parte pienamente del secondo Ordine Carmelitano; s'industriarono, perciò, a più riprese, per ottenere tale riconoscimento. Questo finalmente fu loro concesso il 21 aprile 1932, mentre era Generale dell'Ordine il P. Guglielmo di S. Alberto, per vivo interessamento di Mons. Curi, Arcivescovo di Bari, e del P. Eugenio di S. Giovanni della Croce, Procuratore Generale. La S. Congregazione dei Religiosi decretava:


1) l'erezione giuridica della casa a Monastero del II Ordine Carmelitano;
2) la conferma della dispensa circa il numero delle religiose per l'assistenza all'educandato;
3) la conferma della clausura vescovile ( per le particolari ragioni di ambiente che rendevano impossibile la clausura papale) con facoltà alle monache di emettere i voti semplici e perpetui.

In seguito alla Costituzione apostolica «Sponsa Christi» si ottenne poi, con decreto pontificio del 31 gennaio 1953, di emettere i voti solenni e di istituire la Clausura papale minore. Questa fu instaurata il 2 ottobre dello stesso anno dall'Ecc.mo Mons. Enrico Nicodemo; nello stesso giorno le Religiose emettevano i voti solenni.
Oggi il Monastero e l'Educandato (riconosciuto dall'Autorità Scolastica fin dal 1907) sono fiorentissimi.
La Comunità, composta di 64 Suore, è esemplare per l'osservanza regolare, ed altamente stimata per la preparazione culturale.